Acaya, un tempo Segine, è un piccolo villaggio a pochi chilometri da Lecce circondato da una poderosa cinta muraria di forma quadrangolare, che presenta un'unica apertura rivolta a mezzogiorno, e da un ampio fossato.
Il castello con la sua pianta trapezoidale sorse per volontà del cavaliere Alfonso d'Acaya intorno al 1506 e successivamente fu trasferito al figlio Giangiacomo che ne rafforzò le difese dotando Il castello di baluardi e fossato e, tra l'altro, cambiò il nome del villaggio da Segine in Acaya.
Due torrioni circolari ornati di archetti e beccatelli dominano gli spigoli posti a Nord-Est e Sud-Ovest; il tutto è realizzato in pietra leccese di grana molto fine.
Nel cortile interno si affacciano i depositi, le scuderie e la dimora del feudatario; la severa eleganza di un tempo è stata fortemente devastata dal degrado: le sale superstiti sono sei; suggestiva è la sala poligonale a nove lati coperta da una volta a calotta.